Rigenerazione ossea guidata (GBR) e Sinus Lift
Tecniche di chirurgia orale per aumentare o ricostruire il volume osseo disponibile, creando, quando necessario, le condizioni per il successivo inserimento di impianti dentali.
I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a svilupparsi. Possono erompere regolarmente, rimanere parzialmente coperti dalla gengiva oppure essere inclusi nell’osso. La loro presenza, da sola, non è una ragione sufficiente per estrarli: occorre valutare se esistono problemi clinici o rischi documentati.
La visita viene integrata con radiografie appropriate. Nei casi complessi può essere indicata una CBCT per studiare il rapporto delle radici con il nervo alveolare inferiore o con altre strutture anatomiche. L’esame tridimensionale non è necessario in modo sistematico per tutti.
L’estrazione viene eseguita generalmente in anestesia locale. Se il dente è incluso, può essere necessario sollevare un lembo gengivale, rimuovere una piccola quantità di osso o suddividere il dente per estrarlo in modo controllato.
Gonfiore, dolore e limitazione temporanea dell’apertura della bocca possono verificarsi nei giorni successivi. Tra le complicanze possibili rientrano alveolite, infezione, sanguinamento e, soprattutto nei denti inferiori vicini al nervo, alterazioni della sensibilità generalmente temporanee ma talvolta persistenti. Le indicazioni postoperatorie e i controlli aiutano a gestire correttamente la guarigione.
Le tecniche di Chirurgia Orale vengono valutate in funzione delle condizioni cliniche e delle esigenze del paziente.
Tecniche di chirurgia orale per aumentare o ricostruire il volume osseo disponibile, creando, quando necessario, le condizioni per il successivo inserimento di impianti dentali.
Interventi sui tessuti gengivali per trattare recessioni, migliorare la qualità dei tessuti molli e favorire la salute e la stabilità dei denti e degli impianti.
Una procedura chirurgica per rimodellare i tessuti parodontali e ridurre le tasche profonde, facilitando il controllo dell'infiammazione e l'igiene orale quotidiana.
Diagnosi e trattamento chirurgico delle cisti del cavo orale e delle ossa mascellari, con l'obiettivo di rimuovere la lesione e preservare le strutture anatomiche circostanti.
Intervento di chirurgia endodontica che consente di trattare infezioni persistenti intorno all'apice della radice, quando il normale ritrattamento canalare non è indicato o sufficiente.
Abbiamo raccolto alcune delle domande più frequenti relative a Chirurgia Orale, per aiutarti a comprendere meglio trattamenti, procedure e percorsi di cura.
No. Gli antibiotici non sono prescritti automaticamente dopo ogni estrazione. Il loro impiego dipende dal quadro clinico, dal tipo di intervento e dai fattori di rischio. Assumerli senza indicazione espone a effetti indesiderati e contribuisce alla resistenza batterica.
L’igiene resta importante, ma nelle prime ore e vicino alla ferita occorre seguire istruzioni specifiche per non disturbare il coagulo. In genere le altre zone si possono pulire con delicatezza. Evita risciacqui vigorosi o strumenti sulla ferita finché non autorizzati.
È un intervento sul frenulo, una piega di tessuto che collega labbra o lingua ad altre strutture. Può essere considerato quando limita una funzione o contribuisce a problemi specifici, dopo una valutazione appropriata. Non tutti i frenuli evidenti richiedono chirurgia.
Contatta rapidamente lo studio se compaiono dolore in aumento, febbre, pus, sanguinamento persistente o gonfiore che peggiora. Difficoltà a respirare o deglutire e gonfiore rapidamente esteso richiedono assistenza urgente. Non aspettare il controllo programmato in presenza di questi segnali.
Di solito si parte dalla visita e da immagini radiografiche appropriate. Se il dente è vicino a strutture delicate, come il nervo alveolare inferiore, possono servire approfondimenti mirati. Gli esami vanno scelti in base al caso, non eseguiti automaticamente.
Spesso è possibile con un piano di gestione appropriato, ma è essenziale comunicare farmaco, dose e motivo della terapia. Non sospendere mai anticoagulanti o antiaggreganti di tua iniziativa. Il dentista valuterà il rischio emorragico e, se necessario, si coordinerà con il medico prescrittore.
Una limitazione temporanea può comparire dopo estrazioni complesse, per infiammazione dei tessuti e dei muscoli. Di solito migliora gradualmente. Se peggiora, si associa a febbre o rende difficile bere o deglutire, è necessario contattare rapidamente il professionista.
Può essere indicata per chiarire la natura di una lesione della mucosa o dei tessuti orali che non si risolve o presenta caratteristiche sospette. Consiste nel prelievo di un piccolo campione da analizzare. Una lesione persistente oltre due settimane merita una valutazione professionale.
È una lesione cavitaria che può svilupparsi nei tessuti della bocca e delle ossa mascellari, talvolta in relazione a denti o residui di sviluppo. Non tutte le lesioni radiografiche sono cisti. Diagnosi e trattamento richiedono valutazione clinica e, quando necessario, esame istologico.
I punti possono essere necessari quando è stato sollevato un lembo gengivale o occorre stabilizzare i tessuti. Non sono indispensabili per ogni estrazione. Possono essere riassorbibili o da rimuovere durante un controllo, secondo il materiale utilizzato.
Segui le indicazioni ricevute, spesso mordendo una garza pulita con pressione costante per il tempo consigliato. Evita risciacqui energici e manipolazioni della ferita nelle prime ore. Se il sanguinamento è abbondante o non si arresta, contatta subito lo studio o un servizio sanitario.
Spesso è consigliato evitare sforzi intensi nelle prime 24–48 ore o per il periodo indicato dal chirurgo, perché possono favorire sanguinamento e gonfiore. Il ritorno allo sport dipende dall’intervento e dal decorso. Chiedi istruzioni specifiche prima di riprendere attività impegnative.
La chiusura dei tessuti superficiali avviene gradualmente nell’arco di settimane, mentre il rimodellamento dell’osso richiede più tempo. I tempi dipendono dalla complessità dell’estrazione e dalle condizioni personali. L’assenza di dolore non significa che la guarigione ossea sia completa.
È una complicanza in cui il coagulo che protegge l’alveolo non si forma correttamente o viene perso, con dolore spesso intenso alcuni giorni dopo l’estrazione. Può richiedere medicazioni e controlli. Se il dolore aumenta invece di diminuire, contatta lo studio.
Il fumo può ostacolare la guarigione e aumentare il rischio di complicanze, tra cui l’alveolite. È importante evitare il fumo nel periodo indicato dal dentista; sospenderlo più a lungo porta benefici ulteriori. Comunica eventuali difficoltà a rispettare questa indicazione.
Nelle prime ore è preferibile scegliere alimenti morbidi e freschi o tiepidi, evitando cibi molto caldi, duri o che richiedano masticazione intensa sulla zona. Attendi la fine dell’anestesia per non morderti accidentalmente. Segui le indicazioni specifiche ricevute per il tuo intervento.
Il gonfiore può aumentare nei primi due o tre giorni e poi diminuire gradualmente, soprattutto dopo interventi complessi. L’andamento varia da persona a persona. Se peggiora dopo un iniziale miglioramento o compare febbre, occorre contattare il dentista.
L’intervento viene normalmente eseguito in anestesia locale, che controlla il dolore durante la procedura. È possibile avvertire pressione e movimenti. Dopo possono comparire fastidio, gonfiore e limitazione temporanea dell’apertura della bocca, gestibili seguendo le istruzioni ricevute.
No. Se non provoca problemi e non presenta patologie, può essere sufficiente monitorarlo. La decisione dipende dalla posizione, dalla vicinanza a strutture anatomiche e dalla probabilità di complicanze. L’estrazione preventiva indiscriminata non è sempre giustificata.
Non tutti i denti del giudizio devono essere estratti. L’intervento può essere indicato in presenza di infezioni ricorrenti, carie non recuperabili, danni ai denti vicini o altre condizioni documentate. Una visita e immagini appropriate permettono di valutare rischi e benefici.
Una visita permette di analizzare le condizioni cliniche e valutare le opzioni di trattamento più appropriate.