Ti hanno proposto di togliere tutti i denti e mettere gli impianti? Scopri perché nella maggior parte dei casi vale la pena tentare di salvare i denti naturali con terapie parodontali, endodontiche e protesiche. Gli impianti sono una grande risorsa, ma non sostituiscono la natura.
Se c’è una frase che riassume perfettamente la filosofia del nostro studio odontoiatrico è questa:
“Il miglior impianto del mondo non sarà mai migliore del tuo dente naturale.”
Può sembrare una frase controcorrente in un’epoca in cui la pubblicità odontoiatrica è spesso dominata da slogan come:
La realtà è molto più complessa.
Gli impianti dentali rappresentano una delle più grandi innovazioni della moderna odontoiatria e hanno migliorato la qualità della vita di milioni di persone.
Noi stessi inseriamo impianti dentali ogni settimana.
Ma esiste una differenza fondamentale tra utilizzare gli impianti quando sono realmente necessari e utilizzarli come scorciatoia per evitare terapie più complesse finalizzate al mantenimento dei denti naturali.
Fare il dentista non significa semplicemente sostituire ciò che è malato.
Fare il dentista significa, prima di tutto, cercare di salvare ciò che può essere salvato.
Ed è proprio questo il principio che guida ogni nostra decisione clinica.
Quasi ogni settimana entra nel nostro studio un paziente che ci racconta una storia molto simile.
“Mi hanno detto che devo togliere tutti i denti.”
Oppure:
“Mi hanno consigliato di estrarre tutto e mettere degli impianti.”
Oppure ancora:
“Mi hanno detto che i miei denti non valgono più la pena di essere curati.”
Molto spesso questi pazienti arrivano spaventati.
Pensano di aver perso ogni possibilità.
Credono che l’estrazione di tutti i denti sia inevitabile.
Eppure, dopo una visita approfondita, dopo aver valutato radiografie, TAC, stato parodontale, qualità delle cure precedenti e possibilità terapeutiche, ci rendiamo conto che la situazione è molto diversa.
In molti casi i denti sono recuperabili.
In altri casi è possibile salvare la maggior parte della dentatura.
In altri ancora alcuni elementi devono essere estratti, ma molti altri possono essere mantenuti per anni o addirittura decenni.
Naturalmente non sempre è possibile salvare tutto.
Ma la nostra esperienza quotidiana ci insegna che spesso si passa troppo rapidamente alla soluzione estrattiva.
Un dente naturale è un organo straordinariamente complesso.
Non è semplicemente un pezzo di materiale duro inserito nell’osso.
È una struttura biologica viva.
È collegato all’osso tramite il legamento parodontale.
Possiede una capacità propriocettiva che consente al cervello di percepire pressioni, forze e movimenti.
Partecipa alla distribuzione fisiologica dei carichi masticatori.
Interagisce continuamente con i tessuti circostanti.
Nessun impianto, per quanto moderno e sofisticato, è in grado di replicare completamente queste caratteristiche.
L’impianto è una vite in titanio osteointegrata nell’osso.
Funziona molto bene.
Può durare molti anni.
Può sostituire efficacemente un dente perso.
Ma non ricrea la complessità biologica del dente naturale.
Per questo motivo, quando un dente è recuperabile, la sua conservazione rappresenta quasi sempre la soluzione biologicamente più vantaggiosa.
Le ragioni possono essere molteplici.
In alcuni casi il problema è legato ai tempi.
Salvare un dente richiede spesso:
Si tratta di percorsi clinici articolati.
Richiedono competenze multidisciplinari.
Richiedono collaborazione da parte del paziente.
Richiedono tempo.
Al contrario, l’estrazione e la sostituzione implantare possono apparire, almeno superficialmente, come una soluzione più semplice.
Ma più semplice non significa necessariamente migliore.
Uno dei più grandi equivoci che incontriamo riguarda la durata degli impianti.
Molti pazienti arrivano convinti che un impianto sia eterno.
Purtroppo non è così.
La letteratura scientifica dimostra che gli impianti hanno percentuali di sopravvivenza molto elevate, ma non del 100%.
Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Dentistry ha evidenziato tassi di sopravvivenza implantare a 10 anni compresi indicativamente tra il 93% e il 96%, a seconda dei criteri utilizzati nell’analisi. (ScienceDirect)
Questo significa che una parte degli impianti viene persa nel tempo.
Inoltre, sopravvivenza non significa necessariamente assenza di problemi.
Un impianto può essere ancora presente in bocca ma presentare:
La stessa letteratura evidenzia che complicanze biologiche e tecniche aumentano progressivamente con il passare degli anni. (CENIB)
Questo aspetto diventa particolarmente importante nei pazienti giovani.
Immaginiamo un paziente di 30 anni.
Se perde oggi i propri denti e riceve una riabilitazione implantare, dovrà convivere con quella soluzione per altri 40 o 50 anni.
Anche ipotizzando risultati eccellenti, è realistico pensare che durante questo lungo arco temporale possano rendersi necessari interventi di manutenzione, sostituzioni protesiche o trattamenti delle complicanze.
Per questo motivo ogni anno di vita guadagnato da un dente naturale rappresenta un valore enorme.
Se un dente può essere mantenuto per altri 10, 15 o 20 anni, stiamo posticipando il momento in cui il paziente entrerà nel “ciclo biologico” degli impianti.
E questo è un vantaggio enorme.
La parodontite è probabilmente la patologia che più frequentemente porta a diagnosi eccessivamente pessimistiche.
Molti pazienti si sentono dire:
“Le gengive sono rovinate.”
“Non c’è più osso.”
“Bisogna togliere tutto.”
La realtà è diversa.
Oggi conosciamo molto bene la parodontite.
Disponiamo di protocolli terapeutici validati scientificamente.
Disponiamo di tecniche chirurgiche rigenerative.
Disponiamo di procedure mucogengivali.
Disponiamo di programmi di mantenimento efficaci.
Numerosi denti affetti da perdita ossea severa possono essere mantenuti in funzione per molti anni quando la malattia viene correttamente trattata e controllata.
La domanda che ci poniamo non è:
“Quanto osso è stato perso?”
La domanda corretta è:
“Questa malattia è controllabile?”
Molto spesso la risposta è sì.
Un’altra situazione frequente riguarda i denti con infezioni profonde.
Molti elementi vengono estratti semplicemente perché presentano una lesione periapicale o una precedente terapia canalare non perfettamente eseguita.
Eppure la moderna endodonzia consente di trattare con successo moltissimi casi complessi.
Ritrattamenti canalari.
Microchirurgia endodontica.
Ricostruzioni post-endodontiche.
Nuove tecnologie diagnostiche.
Tutto questo permette spesso di conservare elementi dentari che in passato sarebbero stati estratti.
E ancora una volta ci troviamo davanti alla stessa domanda:
perché sostituire un dente recuperabile con un impianto quando è possibile mantenerlo?
Nel nostro studio non siamo “contro gli impianti”.
Sarebbe assurdo.
Gli impianti hanno rivoluzionato l’odontoiatria.
Hanno restituito funzione e qualità di vita a milioni di persone.
Ma crediamo che gli impianti debbano rappresentare una soluzione quando il dente non è salvabile, non una scorciatoia per evitare di tentare di salvarlo.
Per questo motivo ogni piano di trattamento viene costruito seguendo una gerarchia molto semplice:
È una filosofia che richiede più studio, più tempo e spesso più impegno.
Ma è la filosofia che mette al centro il paziente e il valore biologico della sua dentatura naturale.
Esistono comunque situazioni nelle quali l’impianto rappresenta la soluzione più corretta.
Ad esempio:
In questi casi gli impianti costituiscono una risorsa straordinaria.
Il punto non è evitare gli impianti.
Il punto è utilizzarli quando servono davvero.
Ogni dente naturale che riusciamo a conservare rappresenta una vittoria.
Ogni anno di vita guadagnato da un dente è un successo.
Ogni paziente che riesce a mantenere la propria dentatura grazie a un corretto trattamento parodontale, endodontico e protesico è la dimostrazione che l’odontoiatria moderna non consiste soltanto nel sostituire.
Consiste soprattutto nel preservare.
Per questo motivo, se ti è stato proposto di estrarre molti o tutti i denti e desideri capire se esistono alternative, una valutazione specialistica può aiutarti a comprendere quali elementi siano realmente compromessi e quali, invece, possano ancora essere salvati.
Perché il miglior impianto che esista continuerà sempre ad avere un grande limite:
non sarà mai il tuo dente naturale.
Se ti è stato detto che devi togliere molti denti, se soffri di parodontite, piorrea, mobilità dentale o se desideri capire se i tuoi denti naturali possono ancora essere salvati, prenotare una visita può fare la differenza.
Presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ri Avola a Palermo valutiamo ogni caso con attenzione, attraverso diagnosi approfondite e un approccio orientato alla conservazione dei denti naturali quando clinicamente possibile.
Il nostro obiettivo è accompagnarti verso la scelta più corretta per la tua salute orale, senza scorciatoie e senza soluzioni standardizzate.
Prima di pensare agli impianti, scopri se i tuoi denti possono essere salvati.
👉 Prenotare una visita oggi può fare la differenza tra perdere un dente o salvarlo.
Studio Odontoiatrico Dott.ri Avola
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Tutti i membri del personale del nostro studio odontoiatrico a Palermo sono professionisti abilitati. Il nostro staff è composto da dentisti, chirurghi e personale di assistenza qualificati.